26 marzo 2000, Legofest IV

Giulio Ferrari ha ospitato il 4° Legofest a casa sua a Modena. Elementi notevoli dell'incontro:

  • Nuovo record nel numero dei partecipanti e nel numero di scatole passate di mano.
  • Gara robotica di line-following con premio per i primi tre classificati.
  • Per la prima volta una ricchissima presenza di treni e la realizzazione sul posto di un mega circuito ferroviario composto da circa 700 (stima) segmenti di rotaia.
Potete cliccare su ognuna delle immagini che seguono per ingrandirla.


Il contesto

Da sinistra a destra nella foto, in piedi: Mario Ferrari, Carlo Ottolina, Gabriele Bellumori, Marco Beri, Domenico Franco, Paolo Masetti, Marco Berti; accosciati, fila centrale: Gianluca Morelli, Antonio Ianiero, Giulio Ferrari, Ezio Maino, Luca Faccenda, Wilmer Archiutti; accosciati, in prima fila: Giovanni Bedocchi e tre giovanissimi simpatizzanti: Luca, Davide e Alessandro.

Erano presenti molte altre persone tra cui mogli, fidanzate, figli, genitori e amici.

Decine e decine di scatole di Lego di ogni periodo hanno cambiato proprietario nel corso della giornata.

Grazie a Giovanni Bedocchi e signora per la bellissima e squisita torta ItLUG!

Muoversi per la casa di Giulio richiedeva molta circospezione perché c'erano rotaie dappertutto! Layout ferroviario a cura di Ezio Maino, Gianluca Morelli, Carlo Ottolina e Wilmer Archiutti.

Non solo treni e Technic: Marco Berti mostra con orgoglio uno dei suoi galeoni dei pirati.

La sfida robotica

Il regolamento in sintesi: vinceva chi impiegava il minor tempo nel seguire una banda nera sul pavimento. Lunghezza percorso: circa 7m. Larghezza banda: 2.5cm. Vincoli per i robot: solo pezzi originali Lego, massimo tre motori e un solo sensore di luce. Cronometrista ufficiale e giudice unico inappellabile: Gianluca Morelli.

Il robot di Paolo Masetti, "Indy", che con l'incredibile tempo di 9"56, pari a una velocità di circa 73cm/s (che ha causato la foto mossa), si è classificato al primo posto.

Caratteristiche di rilievo: configurazione con propulsione e sterzo, sistema a elastico per tenere ingranaggi di sterzo sempre in presa, software scritto in legOS, auto-taratura del sensore con campionamento del pavimento, musica durante la gara tratta dalla colonna sonora della serie "Indiana Jones".

Costruito e collaudato solo un'ora prima dell'incontro, il robot del consorzio Antonio-Domenico-Mario è nato dalla sintesi delle idee ed esperienze dei tre. Si è clasificato secondo con il tempo di 24"56.

Caratteristiche di rilievo: configurazione con propulsione e sterzo, software scritto in NQC (derivato dal robot di Antonio).

3° classificato con il tempo di 30"00, il robot di Giulio Ferrari è arrivato primo tra i numerosi "differential drive" presenti.

Caratteristiche di rilievo: configurazione a guida differenziale, software scritto in NQC.

Il robot di Mario Ferrari è arrivato 4° in 42"22.

Caratteristiche di rilievo: configurazione a guida differenziale modificata con tre motori e differenziale, software scritto in NQC.

Luca Faccenda ha corso con l'unico robot basato su Cybermaster anziché su RCX, classificatosi 5° col tempo di 42"34.

Caratteristiche di rilievo: Cybermaster, configurazione a guida differenziale, sensore di luce passivo "custom" (ammesso esplicitamente per Cybermaster), software scritto in NQC.

Il robot di Antonio Ianiero, 6° in 43"34, durante la gara ha evidenziato problemi di taratura che ne hanno penalizzato la velocità rispetto a quanto mostrato nelle prove libere.

Caratteristiche di rilievo: configurazione a guida differenziale senza ruote libere di appoggio, assetto verticale con andatura simpaticamente caracollante, software scritto in NQC.

Marco Beri ha realizzato l'unico robot con trazione anteriore sulla ruota sterzante, arrivato 7° in 52"32.

Caratteristiche di rilievo: configurazione a triciclo, software scritto in NQC.

Il robot di Gabriele Bellumori si è classificato 8° col tempo di 54"94.

Caratteristiche di rilievo: configurazione a guida differenziale, software scritto in NQC.

Guido Truffelli, non presente fisicamente, ha potuto far partecipare il suo simpatico robot grazie alla collaborazione dell'amico Paolo Masetti. Si è classificato 9° in 59"90.

Caratteristiche di rilievo: configurazione tipo "cingolato" con ruote accoppiate, software scritto in legOS, musica di gara tratta da "The Entertainer" di Scott Joplin e trascritta in codice con programma di conversione MIDI2RCX scritto da Guido medesimo.

Il robot di Giovanni Bedocchi si è classificato 10° in 1'20"50.

Caratteristiche di rilievo: configurazione a guida differenziale, software scritto in NQC.

Il bellissimo robot di Domenico Franco purtroppo non ha partecipato alla competizione perchè mancante di messa a punto finale del software.

Caratteristiche di rilievo: configurazione a propulsione e sterzo, software scritto in NQC.

La corsa di Paolo sta per iniziare. Dopo aver visto il suo robot in azione nelle prove libere nessuno ha dubbi che sarà lui il vincitore.

Gianluca Morelli (a sinistra) premia Paolo Masetti con l'8856 Whirlwind rescue acquistato con le quote di iscrizione e con il set 200 Lego Family gentilmente messo in palio da Giulio.

Ringraziamo anche Marco Berti per i premi che ha messo in palio per il secondo e terzo classificato.

Ritratto di famiglia: Paolo con il figlio Davide e il robot Indy.

Treni

Carlo Ottolina ha realizzato una suggestiva versione futuristica tutta nero&cromo del 4559.

Il 4559 modificato sfila a fianco di un classico Metroliner.

Gianluca Morelli ha sorpreso tutti con i suoi bellissimi treni in larghezza 8 (bottoni). In questa foto potete vedere la sua versione della carrozza Metroliner (a destra) a fianco di quella standard larga 6.
Sullo sfondo navi pirata di Marco Berti.

Gianluca ha realizzato una versione larga 8 anche della celeberrima Crocodile Engine, qui confrontata con l'originale Lego.

Un piccolo convoglio merci composto unicamente da materiale rotabile in larghezza 8, naturalmente by Gianluca.


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