21 maggio 2000, Legofest V
Giovanni Bedocchi ha organizzato con successo il 5° Legofest a Carpi. Per la
prima volta l'incontro non si è tenuto in una abitazione privata ma in una
struttura pubblica prenotata per l'occasione.
Sommario
Da sinistra a destra nella foto, in piedi: Paolo Masetti, Antonio Ianiero,
Giulio Ferrari, Marco Beri, Fabio Sali, Sergio Lorenzetti, Guido Truffelli;
accosciati: Ernesto Capobianco, Mario Ferrari, Marco Berti, Ezio Maino,
Giovanni Bedocchi. Presente al raduno ma non nella foto: Gianluca Morelli.
Erano presenti molte altre persone tra cui mogli, fidanzate, figli, amici e
persino qualche visitatore capitato lì perché incuriosito dai nostri cartelli
segnaletici.
Fabio illustra a Ezio e Ernesto il suo camion con gru telescopica e...
...Ernesto lo illustra a Giulio e Giovanni.
Guido osserva Mario e Marco Beri che si sfidano in una partita improvvisata con
il nuovo calcio Lego (portato da Marco Berti).
Guido, Paolo e il nipote di Guido sono concentrati nella messa a
punto finale di Hulk, il robot Sumotori del consorzio Guido-Paolo.
Veduta generale del plastico ferroviario improvvisato.
Sebastiano (figlio di Mario) guarda incantato il plastico.
Il carro gru di Ernesto.
Un particolare del carro gru di Ernesto.
La stazione di Ernesto aveva subito qualche danno durante il trasporto. Invece
di ripararla direttamente, Ernesto ha genialmente messo all'opera una squadra
di minifig manutentori...
Ezio ha presentato un originale convoglio interamente grigio. Questa è la
locomotiva,
seguono due carri merci.
Inizia qui una panoramica di parte dello straordinario materiale rotabile di
Gianluca, in rigorosa larghezza 8.
Fa eccezione questo locomotore italiano, sempre by Gianluca, che invece è in
larghezza 6.
Modelli - Veicoli
Furgoncino citroen di Gianluca.
Una limousine, ancora di Gianluca.
Fabio ha realizzato un carro gru elettro-pneumatico dotato di numerosissime
funzioni.
Da sinistra a destra nella foto: il carro gru di Fabio, Golia (sumotori di
Mario), Otto (robot ottagonale di Mario), Dino (realizzato da Camilla, figlia
di Mario), Lumaca (sumotori di Giovanni).
Otto in azione.
In sintesi, l'incontro prevedeva una serie di incontri tra coppie
di concorrenti da svolgersi su una pedana circolare in gomma nera con raggio
75cm, sulla quale era stata delimitata una fascia circolare esterna di 20cm in
colore bianco.
I concorrenti dovevano rispettare un limite dimensionale di 32x32 bottoni di
lato, e un peso massimo di 2,5kg, ed erano posti inizialmente uno di fronte
all'altro al centro del campo di gara
Per ottenere il massimo punteggio (2 punti), un concorrente doveva sospingere
l'avversario fuori dal campo di gara. In caso ciò non avvenisse, la giuria
poteva assegnare un punto di merito al concorrente il cui comportamento era
stato più attivo e interessante.
I concorrenti erano robot autonomi costruiti unicamente con pezzi originali
Lego, senza limiti al tipo ed alla quantità di pezzi. Essendo l'incontro
rigorosamente non violento, erano proibiti comportamenti che non fossero lo
spingere e il sollevare l'avversario.
Gli autori presentano i propri concorrenti:
|
Borg
by Sergio Lorenzetti
-
Propulsione principale a cingoli, rapporto 5:1
-
Motore aggiuntivo, rapporto 15:1
-
Spinta della trazione principale (sul testpad) 1.9 kg
-
Spinta del motore aggiuntivo (sul testpad) 2.8 kg
-
Sensore di luce posizionato sul bordo posteriore al centro del robot
-
Sensore di rotazione in grado di rilevare l'entità e il verso di spostamento
solo lungo il vettore di movimento.
-
1 Touch sensor per il bumper frontale
-
1 Touch sensor per l'antenna
-
2 Touch sensor per la posizione del
motore posteriore e per la sua attivazione
-
2 unità programmabili: RCX e CodePilot
-
6 batterie da 1200 ma/H NiMh nell'RCX
-
6 batterie da 700 ma/H NiCd nel CodePilot
-
Peso complessivo 1.900 g circa
-
Software relativamente banale (anche
perché incompleto) con un task indipendente che
monitorizza il sensore di luce, e una serie di routines (cerca
l'avversario, spingilo fuori, ruota, fai invrsione di marcia)
eseguite in sequenza pseudocasuale con verifica dell'esito della
manovra da parte della funzione medesima. Il task che controlla
il campo di gara è responsabile dell'inversione di marcia
se si arriva sul bordo con le proprie "gambe" e
dell'attivazione della trazione supplementare a fronte di una
spinta da parte dell'avversario.Tutte le funzioni sono dotate di
timeout in caso di assenza di riscontri da parte dei sensori, in
modo da garantire il proseguimento dell'azione anche in caso di
problemi ...
Potete trovare sul sito di Sergio maggiori dettagli e una divertente storia
della
nascita di Borg.
|
|
Davide
by Marco Beri
-
0.86 kg nudo, 1.08 kg vestito
-
tre motori che agiscono in contemporanea su un unico asse tramite 3 viti senza
fine
-
nessun sensore tattile e nessuna capacita` "rotatoria"
-
sensore luminoso per rilevamento bordo
-
software assolutamente minimale
|
|
Death Star
by Guido Truffelli
Death Star si muove grazie a tre ruote posteriori allineate ed indipendenti
azionate da un motore ciascuna, con un rapporto di riduzione 1:5.
Le ruote sono quelle del set 8642 (Super Tow Truck), che permettono un
rapporto velocità/grip ottimale. Per selezionare le ruote migliori è stato
utilizzato il metodo consigliato da Sergio Lorenzetti:
posizionare una bilancia da cucina in modo che il robot prema contro il piatto
e leggere il peso. DEATH STAR, pur pesando 1.250 Kg, posto su di un pavimento
di marmo
sviluppa una spinta di soli 0.6 Kg.
La parte anteriore striscia sul pavimento, avendo come unico punto di contatto
un "bottoncino" del tipo utilizzato solitamente per le pupille dei robot.
Dispone di un sensore di luce davanti alla ruota centrale e di un sensore di
rotazione collegato ad un perno verticale, cui è fissata una ruota libera
di ruotare di 360 gradi e di spostarsi verso il basso di circa 2 cm.
Il paraurti posteriore ha una forma appuntita per evitare di essere sospinto
facilmente da dietro. Il software è basato su di un ciclo principale, che
tiene monitorati la batteria ed i sensori, e da una coda di eventi sincroni.
Questa coda puo' essere riempita di comandi che devono essere eseguiti
ad un ben preciso istante e che vanno dall'accensione/spegnimento dei motori
all'emissione di suoni del countdown iniziale e della colonna sonora.
Questo design è talmente semplice che è stato facile adattarlo a robot
diversi e per compiere compiti svariati (ad esempio DEATH STAR funziona anche
da line tracker, in caso di emergenza estrema).
Accodando diverse sequenze di eventi é possibile far eseguire al robot
qualsiasi tipo di manovra complessa. Ad esempio: quando il
robot avverte un calo della tensione della batteria di circa 500 mV, deduce di
essersi scontrato con l'avversario, per cui se il sensore di rotazione rileva
uno spostamento all'indietro, il robot compie una manovra di aggiramento
dell'avversario. Essendo il robot più veloce sul campo, questa manovra
aveva altissime probabilita' di riuscita ma, a causa di una errato
posizionamento
del ruotino, non e' mai stato possibile osservarla. Il sensore di luce invece,
incontrando il bordo (qualsiasi colore diverso almeno del 20% dal colore
iniziale),
provocava una diversa sequenza di eventi a seconda del fatto di essere sotto
sforzo o meno. Normalmente il robot, incontrando il bordo faceva retromarcia
per un secondo e ruotava su se stesso per un altro secondo. Altrimenti
insisteva a spingere l'avversario per altri cinque secondi prima di tornare
indietro e riprendere il normale programma di crociera.
|
|
Eolo
by Antonio Ianiero & Mario Ferrari
Nato a casa di Mario la notte prima dell'incontro, un po' per scherzo e un po'
per provocazione, Eolo è decisamente il meno "robotico" dei concorrenti. In
effetti la sua strategia basata unicamente sulla forza bruta ha un senso
solo in virtù della voce del regolamento che prevede una partenza frontale.
L'elemento di orginalità di Eolo sta nella sua propulsione, interamente
pneumatica, basata sul motore bicilindrico illustrato nel bellissimo
sito
CSSOH'S Lego Pneumatics Page.
Il motore è alimentato da 7 serbatoi precaricati con pompaggio manuale prima
della gara, compito dell'RCX è quindi solo quello di aprire la valvola di
mandata a inizio incontro.
Per ridurre la possibilità che un avversario sfugga lateralmente, Eolo è dotato
di un grande paraurti frontale apribile: a inizio gara resta sollevato
lateralmente (per rispettare i limiti dimensionali imposti) poi dopo il via
l'RCX provvede ad attivare un motore che lo ribalta e lo apre.
In conseguenza di questa architettura, il software è quanto di più minimale si
possa immaginare: al via per prima cosa dispiega il paraurti frontale, poi
attende i 5 secondi previsti dal regolamento e quindi apre la valvola di
mandata dell'aria.
Eolo non ha sensori, e nessuna possibilità di inversione di marcia né di
manovra, si
limita a spingere frontalmente nella speranza di buttare fuori l'avversario
dalla pedana. Se l'avversario però riesce ad evitarlo o a disimpegnarsi Eolo si
"suicida"
proseguendo la sua corsa stolidamente fino al termine della pedana e oltre.
Potete anche notare nella foto la presenza del Code Pilot e di scatole porta
batterie (3), elementi aggiunti con l'unico scopo di aumentare
la massa del veicolo vicino al limite consentito dal regolamento.
|
|
Golia
by Mario Ferrari
L'architettura di Golia è molto semplice: si tratta di un robot a guida
differenziale, la cui principale peculiarità nel sistema di locomozione è data
dal controllo indiretto dei motori. Infatti questi non sono collegati
direttamente all'RCX, bensì sono alimentati da due scatole portabatterie e
pilotati tramite due invertitori di polarità (5120). Gli invertitori di
polarità sono comandati da due motori controllati dall'RCX. Per questa ragione
Golia monta ben 6 motori dedicati alla propulsione: 2 motori di trazione sulla
ruota destra, due sulla sinistra, due motori di controllo degli invertitori.
L'obiettivo di questa scelta tecnica è di evitare le limitazioni
nell'erogazione di corrente imposte dal circuito di controllo dell'RCX.
Per quanto riguarda la localizzazione dell'avversario Golia si affida ad un
sistema semplice ma efficace: dispone di due antenne che a inizio match si
trovano in posizione verticale (per il rispetto dei limiti dimensionali) e
vengono abbassate e aperte al via tramite il 7° motore, in questo caso pilotato
direttamente dall'RCX. Le antenne sono molto flessibili per evitare che possano
subire danni durante gli scontri, e sono collegate a due sensori di rotazione
che ne decodificano la posizione. A livello software (NQC) però i sensori non
sono configurati come sensori di rotazione, ma ne viene letto direttamente il
valore resistivo posizionale in modo RAW. Questa tecnica si è rivelata più
affidabile e non risente della perdita di conteggi di rotazione di cui soffre
il firmware dell'RCX, perdita che anche in piccola misura avrebbe compromesso
totalmente il sistema.
Golia dispone di un sensore di luce rivolto verso il basso, posizionato poco
più avanti del centro di rotazione del robot, che serve a individuare il bordo
bianco della pedana.
Il software di controllo è piuttosto semplice e prevede tre stati:
-
Ricerca: Golia si muove liberamente sulla pedana, eseguendo curve di durata
pseudocasuale quando arriva al bordo della pedana.
-
Puntamento: quando una delle due antenne rileva un contatto, Golia ruota in
quella direzione per fronteggiare l'avversario.
-
Ingaggio: quando entrambe le antenne rilevano l'avversario significa che questo
si trova frontalmente ed è ingaggiato, quindi Golia procede in linea retta
tentando di spingerlo fuori dalla pedana.
|
|
Hulk
by Paolo Masetti & Guido Truffelli
Hulk dispone di due tipi di trazione: normalmente e' mosso da quattro ruote
(8642)
accoppiate nella parte posteriore ed azionate da due motori indipendenti.
Essendo libero di strisciare sul davanti e' quindi in grado di curvare
abbastanza agevolmente.
Durante l'avanzamento, invece, attiva un circuito pneumatico, alimentato da un
apposito compressore, che abbassa la parte anteriore, la quale dispone di ruote
motrici aggiuntive. Queste ruote (3 ruote grandi del CodePilot, saldamente
accoppiate),
vengono a contatto col pavimento mentre un'altra coppia di ruote, premute contro
la parte anteriore dell'avversario, ruota in modo tale da favorire il
sollevamento del robot nemico,
aumentando contemporaneamente la spinta verso il basso esercitata sulle ruote
motrici.
Con questo meccanismo attivato, la "prova della bilancia di Sergio" fa segnare
più di 1.8 Kg, poco meno del peso del robot stesso!
Il software di controllo e' praticamente identico a quello di DEATH STAR,
con l'ovvia aggiunta degli eventi necessari al controllo della valvola
pneumatica.
HULK è dotato di due sensori di luce laterali orientati verso il basso e di un
ruotino che rileva il verso della risultante delle forze applicate al robot.
Da notare che durante la gara, sia il sensore della batteria sia il ruotino sono
stati esclusi per evitare che dessero problemi, visto che gli scontri non
necessitavano di nessun sistema di navigazione.
|
|
Lumaca
by Giovanni Bedocchi
Strategia: Scappa e Fuggi
Lumaca, oltre ad adottare una strategia di "scappa e fuggi" ha una scarsa
propulsione, non so bene come ho fatto a vincere una gara.
Forma: la carena è uno strano incrocio fra uno shuttle e una cozza motorizzata.
Propulsione principale: 2 motori sul retrotreno con 2 ruote 49.6x28 del set
originlale Mindstorm, più un motore frontale per lo sterzo.
Spinta: la spinta della trazione è veramente ridicola
Altri componenti: un sensore di luce posizionato sullo sterzo; 2 touch sensors
per sapere quando l'avversario mi affronta da destra o da sinsistra; una unità
RCX; 6 batterie Duracell.
Peso complessivo: 1 Kg circa.
Spinta: la spinta della trazione è veramente ridicola
Software: Riciclato dal legoFest IV ed adattato per questa gara. Lumaca non
affronta l'avversario, ma sterza a destra, cerca il bordo della pedana e lo
segue per non essere acchiappato.
|
La maggior parte di noi si aspettava che, trattandosi di un torneo di Sumo,
la forza bruta unita alla massa preponderante avrebbero prevalso. E cosi e'
stato! Nella parte alta della
classifica c'erano tutti i pesi massimi con 2 RCX, mentre i leggeri hanno
occupato gli ultimi posti
Ma la sequenza di eventi che ha portato a questo esito ha stupito tutti,
compreso il vincitore.
Innanzi tutto questa era la prima esperienza con la pedana, da cui ci si
aspettava un
coefficiente d'attrito molto maggiore. Tutti erano soddifatti delle prestazioni
delle
proprie creature sul pavimento di casa, ma quando hanno le hanno viste
scivolare inesorabilmente
fuori dal ring si sono accorti di dover rivedere molte delle scelte meccaniche.
Ad esempio e' parso evidente che i cingoli non offrivano una presa paragonabile
a quella delle ruote di gomma.
Anche dal punto di vista del software ci sono stati vari problemi, risolti da
alcuni ritardatari poco prima
dell'inizio degli incontri.
La gara e' stata anche segnata dalla penuria di pile ben cariche, cosa di cui
non ha
minimamente risentito l'ecologico vincitore, che sfruttava una propulsione
completamente pneumatica!
Si sono poi avuti due incredibili colpi di scena, di tipo software e di tipo
hardware.
Al secondo turno HULK, proprio quando aveva spinto LUMACA a pochi millimetri
dal bordo,
pensando di avere ormai ottenuto lo yukkoh, si e' allontanato dall'avversario
in retromarcia fino a uscire dalla pedana!
La stessa cosa e' successa a GOLIA nell'incontro con BORG. Questi episodi
dimostrano come sia difficilissimo orientarsi
anche su di una pedana circolare priva di ostacoli una volta che, in seguito a
eventi esterni incontrollabili, si perda la rotta.
Morale: un robot che non avesse tenuto in nessun conto il bordo della pedana
avrebbe vinto.
HULK al turno successivo si e' riscattato alla grande con una mossa, che
nessuno credeva possibile: ha letteralmente
ribaltato BORG sfruttando la stessa forza dell'avversario, non contento di cio'
ha poi proceduto a spingerlo fuori
dal ring, come previsto dal regolamento. Vista la spettacolarita' della cosa,
nei prossimi tornei probabilmente
aggiungeremo un bonus per premiare questi lottatori. Inoltre si e' rilevato
troppo penalizzante
assegnare uno 0-0 agli incontri conclusi con lo stallo, risolvibili
probabilmente con una ripetizione dello
scontro partendo da posizioni con diverse inclinazioni iniziali. Tale
soluzione, quando applicata, ha decretato l'unica sconfitta
da parte del solito HULK del brutale EOLO, imbattibile partendo da una
posizione di perfetto allineamento.
Visto l'esiguo numero dei partecipanti, il torneo si e' svolto con girone
all'italiana.
Quello che segue e' il tabellone completo dei risultati.
Risultati degli incontri
|
N
|
ROBOT
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
TOT
|
|
1
|
Death Star
|
/
|
0
|
2
|
0
|
2
|
0
|
2
|
6
|
|
2
|
Borg
|
0
|
/
|
2
|
0
|
2
|
0
|
2
|
6
|
|
3
|
Golia
|
0
|
0
|
/
|
0
|
2
|
2
|
2
|
6
|
|
4
|
Eolo
|
2
|
2
|
0
|
/
|
2
|
0
|
2
|
8
|
|
5
|
Davide
|
0
|
0
|
0
|
0
|
/
|
0
|
2
|
2
|
|
6
|
Hulk
|
2
|
2
|
0
|
2
|
1
|
/
|
0
|
7
|
|
7
|
Lumaca
|
0
|
0
|
0
|
0
|
0
|
2
|
/
|
2
|
Visti i numerosi ex-equo, la classifica finale tiene conto degli spareggi
tecnici calcolati col metodo Sonneborn-Berger
CLASSIFICA
|
POS
|
ROBOT
|
TEAM
|
PTS
|
S.B.
|
|
1
|
EOLO
|
Antonio I. & Mario F.
|
8
|
N/A
|
|
2
|
HULK
|
Paolo M.(HW) & Guido T.(SW)
|
7
|
N/A
|
|
3
|
GOLIA
|
Mario F.
|
6
|
13
|
|
4
|
BORG
|
Sergio L.
|
6
|
10
|
|
5
|
DEATH STAR
|
Guido T.
|
6
|
10
|
|
6
|
LUMACA
|
Giovanni B.
|
2
|
7
|
|
7
|
DAVIDE
|
Marco Beri
|
2
|
2
|
L'evento piu' spettacolare e' stata di certo la battaglia finale tutti contro
tutti.
Gli ultimi sopravvissuti sono stati proprio i primi classificati del torneo ma,
grazie ad una
proditoria alleanza, GOLIA e HULK hanno eliminato EOLO, ormai col fiato grosso.
Alla fine HULK con i sensori di luce a penzoloni ha prevalso su GOLIA con le
antenne ormai ritorte,
sfruttando gli ultimi mV di energia residua.
Notare gli scambi ai vertici e la sostanziale staticita' degli ultimi posti.
DEATHMATCH
|
POS
|
ROBOT
|
TEAM
|
|
1
|
HULK
|
Paolo M.(HW) & Guido T.(SW)
|
|
2
|
GOLIA
|
Mario F.
|
|
3
|
EOLO
|
Antonio I. & Mario F.
|
|
4
|
BORG
|
Sergio L.
|
|
5
|
DEATH STAR
|
Guido T.
|
|
6
|
LUMACA
|
Giovanni B.
|
|
7
|
DAVIDE
|
Marco Beri
|
Antonio sta furiosamente "caricando" Eolo prima della gara.
Antonio, Paolo, Marco Berti e Marco Beri predispongono l'incontro di Davide e
Hulk.
Death Star ha ingaggiato Borg.
Golia mette Borg alle corde, prima di suicidarsi per un errore software.
Eolo affronta Davide.
Uno scontro in famiglia, dato che Death Star e Hulk montano sostanzialmente lo
stesso software.
All'inizio dell'incontro Eolo e Golia sono entrambi in configurazione
"chiusa"...
...e durante i 5 secondi di warm-up si preparano allo scontro.
Lumaca e Hulk prima del suicidio di quest'ultimo, ancora a causa di un errore
software.
Il deathmatch finale, uno spassoso "tutti contro tutti".
Antonio e Mario (con la figlia Camilla) ricevono il primo premio.
|