3 e 4 Settembre 2005: Legofest XX

Per la prima volta nella sua storia, il raduno dei membri ItLUG, giunto alla ventesima edizione, è stato organizzato a Torino dalla "lobby" torinese di Bricklink (Luca Giannitti, Diego Rosati e Gianluca Morelli). Per la prima volta, inoltre, al Legofest sono stati invitati alcuni membri di FreeLug e BaB, le due associazioni francesi equivalenti di ItLUG, che hanno risposto con grande gioia a questa iniziativa. La manifestazione è durata 2 giorni: la giornata di sabato è stata riservata ai membri di ItLUG e FreeLUG mentre nel secondo giorno hanno potuto avere accesso al Legofest tutte le persone interessate alla mostra, rendendo così il raduno un evento pubblico. L'affluenza è stata notevole ed all'unanimità la manifestazione è stata considerata pienamente riuscita!

Sommario:


 Diorami

1

La stazione Sassi dell'omonima tranvia Sassi-Superga. Plastico realizzato da Luca Giannitti e Diego Rosati in scala approssimativa di 1:37. Il diorama comprende il corpo principale della stazione, i locali del capostazione, la rimessa delle vetture ed una motrice (funzionante) della tranvia. Lo completano diversi tram ed autobus in servizio urbano a Torino. La GTT, azienda che si occupa del trasporto pubblico a Torino e che ha in gestione la tranvia per Superga, si è interessata al plastico tanto che lo esporrà nei locali del museo aziendale, sito proprio nella stazione Sassi, da novembre 2005 a febbraio 2006.
 

2

La battaglia di Endor. Con oltre 14000 pezzi, Andrea Giannitti ha riprodotto due scene tratte dal film "Star Wars Episodio 6: il ritorno dello Jedi" ambientate sulla luna boscosa di Endor. A destra è visibile la "platform" dove Luke Skywalker incontrava Darth Vader mentre a sinistra è nascosto tra le piante della foresta, l'attacco al bunker che controllava lo scudo protettivo della seconda Morte Nera (Death Star II).
 

3

Uno scorcio della Legoland di Luca ed Andrea Giannitti. In poco meno di 1 metro quadro era racchiuso il cuore della città realizzata dai due fratelli Giannitti: la piazza centrale su cui si affaccia il comune (ispirato a quello di Calais, Francia), il duomo, alcuni palazzi e ruderi medievali, il grattacielo moderno (liberamente ispirato ad un grattacielo di Wuppertal, Germania) e sulla strada che conduce alla piazza, l'albergo ed il supermercato.
 

4

La collezione Ice-Planet di Antonella Carabelli, ambientata in un paesaggio glaciale interamente auto-prodotto.
 

5

La "casa della nonna" di Marco Chiappa con annessa strada ed autobus in passaggio. Il modello trae ispirazione direttamente dalla vera "casa della nonna" di Marco!
 

6

Un piccolo "tesoro": un bellissimo paesaggio spaziale in puro stile Classic Space, come solo Willy Tschager è in grado di realizzare! Sulla sinistra (si intravede dalla foto) c'era il portatile di Willy dove era possibile vedere un'immagine virtuale del medesimo plastico, creata tramite un processo di rendering.
 

7

Il grande plastico città-treni realizzato in collaborazione con i membri di FreeLug. Tra le costruzioni più evidenti in questa foto, ci sono la chiesa di Matteo Bollini e la fabbrica di Smart di Denis Huot. Meno visibili, ma sempre presenti, anche i modelli di: Loys Bailly e Marco Chiappa.
 

8

Il plastico "storico" che mostra l'evoluzione di modelli LEGO tra gli anni '70 e gli anni '90. Realizzato grazie a Luca Giannitti e Diego Rosati, il diorama è composto esclusivamente da scatole originali LEGO, alcune delle quali decisamente rare!
 

9

Hogwarts, come Giuliano Beduglio e la sua famiglia l'hanno riprodotto, traendo l'iniziativa dai set originali LEGO. Non hanno lesinato sui dettagli, numerosisissimi e ben curati tanto che riportano subito alla mente le scene dei film (almeno per chi li ha visti).
 


 Modelli

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La fabbrica di Smart di Denis Huot: la sua realizzazione ha necessitato circa 1 anno tra progettazione e costruzione. Il Legofest di Torino è stata la sua penultima apparizione pubblica (l'ultima sarà a Grenoble il 29-30 ottobre 2005) prima di essere totalmente ricostruito con meccanismi ancora più complessi e fantasiosi.
 

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Tutte le Smart concluse sono parcheggiate fuori dalla fabbrica...
 

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Un particolare della catena di produzione.
 

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Il pascolo delle mucche, sempre di Denis. Grazie a sensori di luce posizionati nel terrapieno, al transito del treno, le mucche giravano la testa seguendo la direzione del moto del treno! Tra tutte le creazioni, questa è quella che ha suscitato più simpatia!
 

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Un'altra vista del paesaggio attorno al pascolo.
 

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La stazione ferroviaria in stile moderno di Loys Bailly.
 

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La struttura realizzata con tantissimi quarti di cerchio nasconde sotto di sè un'immensità di particolari: il bar, i Bancomat e le biglietterie automatiche!
 

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La locomotiva del treno di Harry Potter, solo un po' più larga e più lunga rispetto al modello commercializzato dalla LEGO.
 

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La torre contenente tutti i personaggi della serie Harry Potter. Tutti i minifigs erano poggiati su una struttura ruotante motorizzata.
 

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La maestosa chiesa di Matteo Bollini.
 

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In questa immagine, si può vedere come il tetto sia sorretto da una complessa struttura di archi.
 

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Il LEGO Fabrik visto da Marco Chiappa. Ogni volta che metteva in funzione i macchinari all'interno della fabbrica, un gran numero di persone si riuniva attorno al tavolo, attirati dal forte rumore che gli ingranaggi producevano!
 

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Ancora una vista dall'alto per il Fabrik!
 

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Il locomotore da manovra Badoni. E' il primo treno largo 8 studs realizzato da Marco Chiappa... gli inizi promettono decisamente bene!
 

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La gigantesca teleferica di Denis Huot. E' in scala Belville!
 

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La gru di Paolo Panzone! L'opera più impressionante con gli oltre 2 metri di altezza! Il modello è perfettamente in scala, radiocomandato e totalmente funzionante.
 

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La gru vista con gli occhi di Loys...
 

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...e qui Loys a fianco della gru (perché era l'unico che sotto non ci passava!!!)
 

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Lo Scania Truck Topline 144L. Il personaggio Technic da un'idea delle dimensioni di questo "bestione"!
 

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Il rimorchio a pianale ribassato con ruote sterzanti di Paolo (così come lo Scania della foto precedente).
 

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Fabio Sali ha presentato per la prima volta a Torino la sua ultima creazione: una pinza per demolizioni. E' filoguidato ed i cingoli possono allargarsi per dare maggiore stabilità alla macchina. Il braccio può muoversi in tutte le direzioni e la pinza funziona davvero!
 

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Il Pallotrone di Dino Baldi. E' un acceleratore di palline Lego! Efficace per lo scopo è stato l'utilizzo dei binari del treno Duplo!
 

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Il modulo GBC di Mario Ferrari (sulla destra) ed in primo piano ancora il "Pallotrone"
 

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Treni ad alta velocità a confronto: in questo raduno italo-francese non potevano mancare gli esponenti più veloci delle rispettive compagnie ferroviarie! Il TGV e l'ETR! Il modello italiano è di Andrea Giannitti, quello francese di Xavier Viallefont.
 

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Il castello incantato di Andrea Barbano. Imponente e ricco di dettagli.
 

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La pala meccanica radiocomandata di Stefano Prosseda.
 

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Il robot "Telerover" di Roberto Mannai: la particolarità di questa realizzazione è il complesso software di riconoscimento vocale che permette al suo creatore di comandarlo a distanza con l'uso del solo microfono.
 

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Alcuni mezzi militari dell'esercito degli Stati Uniti d'America. Il suo creatore, Lorenzo Morandi, non ha risparmiato dettagli e fedeltà ai modelli reali! In alto a sinistra, a fianco dell'elicottero Black Hawk, c'è un carroarmato tedesco della seconda guerra mondiale: il Tiger di Andrea Giannitti.
 

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Il Black Hawk
 

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Il carro armato americano Abram.
 

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L'Humvee, sempre dell'esercito statunitense
 

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Ancora un carroarmato: questa volta è il Bradley. Come tutti i precedenti modelli, esso impressiona per l'estrema somiglianza con il veicolo originale!
 

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Ecco il primo piano del Tiger H E 181 della Wehrmacht tedesca. Il modello è motorizzato grazie a due motori Technic ed i cingoli sono dotati di sospensioni indipendenti per ciascuna ruota.
 

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R2D2, Leila e Han Solo tentano l'assalto al bunker. In alto la troupe di George Lucas riprende tutta la scena...
 

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Ancora una vista per il bunker di Andrea.
 

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Due degli alberi della foresta di Endor. Per ciascuno di essi sono stati impiegati oltre 1000 pezzi ed il peso si aggira intorno al Kilogrammo!
 

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Nell'oscurità del sottobosco della foresta di Endor, si muovono furtivi gli Scout Troopers dell'impero...
 

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La parte inferiore della Platform di Endor, con in primo piano l'AT-AT. Qui Darth Vader ha accolto Luke Skywalker, pronti a partire con un Imperial Shuttle verso la Morte Nera.
 

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Gli AT-ST cercano di dare supporto alle truppe imperiali, nella difesa del bunker.
 

49

Nel plastico di Sassi, erano presenti anche altri modelli di mezzi pubblici di Torino realizzati da Luca Giannitti. In questa foto è visibile il tram a sei assi e pianale parzialmente ribassato, in servizio a Torino dai primi anni '90.
 

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Vista frontale per il tram di Luca. Costruito nel 2003, è stato totalmente ricostruito poco prima del Legofest!
 

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I tre modelli di autobus più diffusi a Torino posano di fronte alla stazione Sassi. In ordine da sinistra verso destra: Fiat Iveco 490.12, Fiat Iveco 480.12 e Fiat Iveco 491.12 CNG.
 

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Ancora un bus di Torino! Questa volta trattasi di uno dei due mezzi utilizzati come servizio integrativo per la tranvia Sassi-Superga. Il modello è un Fiat Iveco 580.10.
 

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La versione 18 metri del Renault Agora di Grenoble fa bella mostra di sé nel plastico di Loys Bailly. Sullo sfondo una parata di alcuni camion. Quello blu al centro è un modello di Pierre Normandin acquistabile su internet.
 

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Il Man Midibus versione elettrica di Luca Giannitti: questo bus ha entrambe le porte ad espulsione funzionanti, realizzate con un meccanismo semplice ma ingegnoso.
 

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Parata di bus! Da sinistra verso destra: il Midibus di Luca, il bus 12 metri di Gianluca (ispirato a quelli di Torino) e quello di Loys (riproduzione del Renault Agora di Grenoble).
 

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Il Legofest di Torino ha avuto di certo la più alta concentrazione di autobus fra tutti i Legofest organizzati: merito anche di Gianluca Morelli e del suo Setra a due piani di colore lime!
 

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La piccola mostra di rarità e pezzi unici. Sulla sinistra alcune vecchie scatole Minitalia, al centro il prototipo dei binari 9V e sulla destra alcuni minifigs introvabili.
 


 ItLug  & FreeLug

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Foto di gruppo!
Prima fila - in alto a destra: Giuliano Beduglio, Gabriella Beduglio - Samuele, Gabriele Biffi, Alla Mescerjakova (moglie di A.Barbano), Andrea Barbano, Xavier Viallefont, Denis Huot, Loys Bailly, Dino Baldi, Gianluca Morelli, Diego Rosati (un po' nascosto dietro), fratello di Erica, Antonella Carabelli, Erica Rosati, Alex Cordero
Seconda fila - da destra: Sara e Luca (figli di Beduglio), Stefano Ferrari, Stefano Canal, Luca Giannitti, Marco Chiappa, Matteo Bollini
Terza fila - in basso a destra: Federico Sala, Fabio (figlio di Antonella), Paolo Panzone, Arianna (compagna di Paolo)

Mancano da questa foto Lorenzo Morandi, Willy Tschager, Stefano Prosseda, Mario e Giulio Ferrari, Fabio Sali e Ronan Poirirer che hanno partecipato ma non si sono potuti fermare fino a domenica sera. Manca anche Andrea Giannitti, autore di questa fotografia!
 

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Fabio Sali e Paolo Panzone alle prese con le proprie creazioni!
 

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In senso orario, Diego Rosati, Gianluca Morelli, Dino Baldi e Giulio Ferrari, osservano attenti il modulo GBC di Dino, realizzato con i binari del treno Duplo!
 

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Denis Huot mostra fiero a Mario Ferrari la sua fabbrica di Smart. Intanto Fabio scatta qualche fotografia...
 

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Andrea Giannitti posa per una foto non lontano dal suo plastico di Star Wars.
 

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Il gruppo di FreeLug (manca solo Denis) discute su come rendere più facili i deragliamenti del loro TGV!
 

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Ecco Denis! E' sua la creazione più complessa di tutto il Legofest: la fabbrica di Smart!
 

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Willy all'opera sul suo portatile, a fianco delle creazioni che ha portato a Torino.
 

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Il gruppo, quasi al completo, pranza in una pizzeria non lontano dalla sala del Legofest.
 


 Hanno detto di noi

Del Legofest Torinese se ne sono occupati pure gli organi di stampa locali. Sul quotidiano "La Stampa" a pagina 49 dell'edizione del 4/9/2005, la giornalista Elena Del Santo ha pubblicato un interessante articolo che viene qui riportato di seguito:

«Il nostro mondo di mattoni»

Tutto ha inizio da un mattone, anzi da un mattoncino: unito a mille altri può diventare un’opera architettonica o un miracolo di micro-ingegneria, perfino un motore elettrico o un robot. Ne occorrono 15.000 per riprodurre la stazione Sassi e per ricreare le atmosfere di Star Wars, tra gli esemplari più interessanti esposti al XX LegoFest, raduno nazionale (il 1° che si tiene a Torino), di appassionati del gioco di costruzioni della Lego, l’azienda danese che con i suoi mattoncini colorati ha fatto crescere intere generazioni. La mostra-raduno è allestita nella sala polifunzionale della Circoscrizione 3, in via Millio 20, e aperto al pubblico oggi, dalle 11 alle 18. Ci sono una pista per treni viaggianti e ambientati in uno scenario metropolitano, plastici storici che raccontano l’evoluzione della Lego negli ultimi trent’anni, rarità e pezzi unici, elaborazioni del castello della scuola di magia di Harry Potter. Un «paese dei balocchi», di sono ragazzi un po’ cresciuti, dai 20 ai 45 anni «Ho cominciato da bambino, come tutti - dice Luca Giannitti, 23 anni, laureato in Informatica - Il Lego è diventato l’alternativa al modellismo tradizionale dei trenini, li costruisci dal niente, compri i pezzi sfusi e poi li assembli uno ad uno sino a completare l’opera». L’ultima fatica di Giannitti - che, come membro dell’associazione ItLug ha organizzato, con altri due colleghi, il raduno torinese - è proprio il plastico della stazione Sassi tre metri quadri di superficie, edificio principale, motrice della tramvia dentiera, autobus Gtt e tram della linea 15. Il tutto 37 volte più piccolo rispetto all’originale. «Forse, noi hobbisti, siamo ingegneri mancati... - scherza Gianluca Morelli, 31 anni -. La mia specialità sono i treni e gli scorci di città immaginarie che poi materializzo in mattoncini. A Torino, gli appassionati sono una decina in tutto, ma in Italia, l’associazione ItLug ha circa 280 iscritti. (Chi volesse contattarla può farlo collegandosi al sito www.itlug.org o scrivendo una e-mail a info@itlug.org)


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